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Ravenna

Asppi: la cedolare secca al 21 percento per i canoni commerciali può essere una boccata d’ossigeno

Dal Comune di Ravenna arriva un appello ai proprietari immobiliari perché il
costo degli affitti dei negozi venga calmierato. «Soprattutto quelli del centro –
sottolinea l’assessore alle Attività produttive e Commercio, Massimo Cameliani –
di fatto sono una vetrina importante per la città e lo sviluppo del turismo».
A tale scopo sarà convocato, quanto prima, un incontro con le associazioni della proprietà
immobiliare, a Palazzo Merlato con l’assessore e il capo di Gabinetto Stefania Mieti.
In merito al tema della crisi delle piccole botteghe, del piccolo commercio e
dell’artigianato, interviene Silvio Piraccini, presidente provinciale Asppi Ravenna
(Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari). Secondo Piraccini la
cedolare secca al 21 percento estesa anche ai canoni commerciali è «una boccata
di ossigeno per le “botteghe” che potrebbe consentire un sensibile abbassamento
degli affitti e quindi la convenienza ad aprire». Ma il rammarico è che i
provvedimenti sono a tempo limitato: «Questo provvedimento come altri che
riguardano i bonus edilizi e le cedolari sugli affitti, scadono. Non c’è mai nulla di
definitivo, mai nulla su cui si possa contare per un lungo periodo». Per Asppi
questa modalità e provvisorietà impediscono investimenti e programmazioni da
parte delle famiglie. «Per gli affitti di unità commerciali occorre fare di più e
intervenire anche sulla modalità contrattualistica relativa ai canoni commerciali,
sostanzialmente consentire anche tempi corti per nuove attività commerciali». Per
Asppi spesso non si affitta a costi bassi perché c’è timore che poi il tutto vada a
finire in 12 anni (6+6) di impegno. «È nota la battaglia di Asppi, e delle altre
associazioni di settore, a sostegno del piccolo commercio e del piccolo artigianato dichiara
Piraccini, che sottolinea l’importanza di un intervento di sollievo sulle imposte da parte dei Comuni.
È soprattutto sulle difficoltà di poter affittare che più volte abbiamo puntato il dito, rammaricandoci
della insensibilità dei Comuni a voler comprendere che, a fronte di un mancato introito,
le tasse diventano balzello incomprensibile e inaccettabile. Occorre anche che i Comuni
facciano la loro parte, soprattutto sul fronte dell’Imu, soprattutto per quei locali
che non si riesce ad affittare». Per Asppi va definita una proposta, condivisa
con altri soggetti del settore, per una normativa che possa alleviare sofferenze diffuse.

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