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Ravenna

Decreto crescita: sono poche le novità concrete per la casa e non considerano i casi più urgenti

Per quanto riguarda i riflessi sul “pianeta casa” determinati dal recente “Decreto Crescita”,
Asppi ritiene che le novità concrete e positive siano scarse e soprattutto critica il Governo
per non aver non aver preso in considerazione la necessaria modifica dei contratti
ad uso diverso da quello abitativo.
L’associazione sottolinea fra gli aspetta positivi del decreto il fatto che sui redditi
derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo stipulati dal 2020 –
se non percepiti – non si dovranno pagare le imposte, nel caso la mancata percezione sia
provata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento.
Oggi per non versare l’Irpef occorre la convalida di sfratto. Si tratta di un miglioramento,
però limitato solo ai nuovi contratti.
Ma resta rave e inspiegabile l’assenza di un’analoga norma per le locazioni non abitative.
Per quanto riguarda invece il Codice Identificativo per strutture ricettive
e immobili destinati a affitti brevi, da registrare in una una apposita una banca dati
presso presso il Ministero dell’agricoltura e del turismo, e necessario per ogni
«comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza»
si tratta di un nuovo adempimento a carico di circa 32 milioni di abitazioni,
di cui si auspica venga aggiustato il tiro col previsto decreto soprattutto in funzione
dell’emersione del “nero” dilagante in questo comparto dell’affitto.
Per gli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico,
valgono modalità di recupero fiscale da parte delle ditte esecutrici degli interventi
e altri bonus per chi demolisce e costruisce ex novo, ma con gli accorgimenti antisismici
e di risparmio energetico previsti.
Il decreto poi determina che dal 1° gennaio 2022, saranno esenti dalla Tasi
i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, finché permanga
tale destinazione e non siano in ogni caso posti in affitto.
È da evidenziare anche che non si fa cenno a stabilizzazioni su bonus e cedolare secca
per favorire gli investimenti su ristrutturazioni e acquisti di immobili da mettere a reddito.
Gli interventi previsti partono nei prossimi anni e non riguardano i vecchi contratti.
Ma soprattutto non si parla di contratti diversi dall’abitativo come richiesto dalle
associazioni della proprietà edilizia che valutano indispensabile una rivisitazione della legge che li regola
(la 392/78) per abbreviare i tempi di locazione, un provvedimento che ricalchi la 431/98
sui canoni concordati.

Per ulteriori dettagli e approfondimenti si possono consultare le pagine dedicate al recente
decreto governativo sul sito nazionale dell’associazione: www.asppi.it

 

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