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Ravenna

Domicilio e Residenza

Gli articoli 43, 44, 45, 46 e 47 del Codice Civile stabiliscono le differenze tra Residenza e Domicilio.

Nell’uso comune si utilizza residenza, dimora o domicilio per indicare il luogo in cui una persona vive. Più precisamente la dimora è il luogo in cui si vive, che può coincidere con la residenza o anche con il domicilio. I due termini rappresentano concetti di carattere legale indicati dalla legge e quindi non si dovrebbero utilizzare mai come sinonimi, ma con il loro reale significato.

I concetti di residenza e dimora abituale

La residenza coincide con la dimora abituale di un individuo ed è unica. Il domicilio invece è nel luogo in cui un individuo ha stabilito la sede principale dei propri interessi ed affari (art. 43 del codice civile) e può essere anche più di uno.

Per l’anagrafe, nella quasi totalità dei casi, ha rilevanza la residenza, mentre il domicilio è preso in considerazione solamente nei casi di persone senza fissa dimora.

Il concetto di residenza deriva da risiedere, cioè “il luogo registrato nel registro anagrafico in cui una persona vive abitualmente”.

Le fonti normative che incardinano tale concetto sono la legge anagrafica n. 1228 del 1954 e il regolamento anagrafico DPR 223 del 1989, va inoltre citato l’art 16 della Costituzione che afferma che il cittadino può scegliere dove andare ad abitare e quindi risiedere, infine come già ricordato, l’art 43 del codice civile, individua la residenza con il luogo ove la persona ha la sua dimora abituale.

Il concetto di dimora abituale non viene definito nel nostro ordinamento giuridico, occorre fare riferimento a tal fine ai vari pronunciamenti della Corte di Cassazione da cui si evince anche l’evoluzione nel corso degli anni del concetto di residenza nella nostra giurisprudenza:

Anno 1948: la residenza non viene meno se la persona si allontana anche frequentemente;

Anno 1965: il concetto di residenza si compone di 2 elementi oggettivo e soggettivo, chi dimora abitualmente in un luogo è lì che vuole avere la sua residenza;

Anno 1972: la residenza di una persona è determinata dalla sua abituale e volontaria dimora in un determinato luogo;

Anno 1986: la dimora abituale è il luogo in cui si mantiene il centro delle proprie relazioni familiari e sociali.

Sul piano pratico occorre ricordare che dalla residenza derivano diversi diritti in capo al cittadino, si citano solo i principali: la tessera elettorale per votare, l’iscrizione al Servizio Sanitario e la scelta del medico, la carta d’identità eccetera.

Il cittadino è pertanto tenuto, principalmente nella tutela dei propri diritti, a comunicare all’anagrafe ogni mutazione legata alla sua residenza.

Negli ultimi anni il procedimento di cambio di residenza ha conosciuto profondi cambiamenti dovuti principalmente alla legge sulla residenza in tempo reale ( L. 35/2012) , alla legge  contro l’occupazione abusiva  di immobili (art 5 DL 47/2014) e al passaggio dall’Anagrafe della popolazione residente gestita a livello comunale, all’anagrafe Nazionale della Popolazione residente ANPR (DPCM 194/2015).  Si ricorda con riferimento a quest’ultimo punto che il Comune di Ravenna è subentrato nell’Anagrafe Nazionale della popolazione residente dal 19/01/2018, conseguentemente la registrazione del cambio di residenza non avviene più nell’anagrafe della popolazione residente del singolo comune, dove si intende risiedere, ma direttamente nell’Anagrafe Nazionale.

Con riferimento alla residenza in tempo reale il cittadino, su appositi modelli ministeriali, dichiara il cambio di residenza specificando la propria dimora abituale, l’ufficiale d’anagrafe provvede poi alla registrazione entro 2 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della dichiarazione stessa, nei successivi 43 giorni a disposizione dell’ufficiale d’anagrafe vengono svolti i necessari accertamenti per confermare o meno la registrazione effettuata.

Tale dichiarazione può essere consegnata agli sportelli anagrafici sul territorio comunale, ma anche più comodamente inviata via mail, pec , fax o posta come da informazioni disponibili nel sito del comune di Ravenna al seguente link:  http://www.comune.ra.it/Aree-Tematiche/Anagrafe-e-immigrazione/Anagrafe/Cambio-di-indirizzo-residenza

Il concetto di domicilio

Il domicilio ha un significato diverso dalla residenza. Si elegge a domicilio il luogo in cui hanno sede affari e interessi. Ad esempio un professionista, molto probabilmente, eleggerà a domicilio il suo ufficio, dove potrà ricevere tutto quanto riguarda il suo lavoro quotidiano. Il domicilio quindi può corrispondere alla residenza, o anche no; dipende dal tipo di lavoro che si svolge o dagli interessi personali. Una persona che ha un’attività commerciale in una zona molto distante da casa può eleggere a domicilio tale luogo, dove in genere trascorre la maggior parte della giornata, salvo tornare la sera, o nel fine settimana, nel luogo di residenza. Se non si fanno dichiarazioni, la residenza e il domicilio coincidono. Per eleggere a domicilio un luogo diverso dalla residenza è necessario effettuare una dichiarazione scritta, indicando precisamente l’indirizzo eletto a domicilio.

La dichiarazione va effettuata presso quegli uffici, enti, ordini professionale dai quali si vogliono ricevere comunicazioni e notifiche. Un avvocato per esempio, potrà comunicare il domicilio al Tribunale di competenza e all’Ordine degli Avvocati, al fine di ricevere la corrispondenza in quel determinato domicilio. Un architetto dovrà effettuarla all’Ordine degli Architetti o al Comune o Agenzia del Territorio. Un commercialista al suo Ordine e All’agenzia delle Entrate e così via.

E’ possibile eleggere un “domicilio speciale” per determinati atti. Tale elezione va fatta obbligatoriamente per iscritto (Art. 47 cc).

Il domicilio fiscale è nel comune ove si risiede. Ma si può avere il domicilio fiscale nel comune ove si produce il reddito o, se il reddito è prodotto in più comuni, nel comune in cui si è prodotto il reddito più elevato.

I residenti all’estero hanno domicilio fiscale nel comune di ultima residenza nello Stato.

I soggetti diversi dalle persone fisiche hanno il domicilio fiscale nel comune in cui si trova la loro sede legale o, in mancanza, la sede amministrativa; se anche questa manchi, essi hanno il domicilio fiscale nel comune ove è stabilita una sede secondaria o una stabile organizzazione e in mancanza nel comune in cui esercitano prevalentemente la loro attività.

 

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