Lun-Ven: 09:00 - 12:30 / 14:30 - 18:00

Mar-Ven pomeriggio chiuso

Iscriviti

Scopri i vantaggi

0544470102

Ravenna

Incontro fra i dirigenti Asppi di Ravenna e il sindaco De Pascale

AL FIANCO DEI PICCOLI PROPRIETARI DI CASE DAL 1980

Incontro fra i dirigenti Asppi di Ravenna e il sindaco De Pascale su incentivi per il piccolo commercio e lo sviluppo della città universitaria

Al via anche una raccolta di firme

Recentemente il presidente provinciale di Asppi Silvio Piraccini e Roberto Scaini, presidente di Asppi di Ravenna, hanno avuto un confronto con il sindaco Michele De Pascale su alcune questioni urgenti legate alla piccola proprietà immobiliare, dalle difficoltà di locazioni dei negozi agli affitti per gli studenti universitari. L’Amministrazione comunale di Ravenna sta pensando ad incentivi per le startup del commercio che vogliono affittare un negozio o un laboratorio per un’attività. Questo consentirebbe di non incidere sull’Imu di chi non riesce ad affittare, ma “pagare” l’affitto alle attività che vogliono inserirsi in zone poco apprezzate. D’altra parte si sta valutando anche il cambio di destinazione d’uso di negozi scarsamente appetibili con incentivi. A proposito, si sta programmando un incontro tra rappresentanti del commercio e rappresentanti della proprietà immobiliare sui temi più rilevanti e problematici all’ordine del giorno. Sullo sviluppo della città universitaria, con la prevista crescita degli studenti fuori sede, il sindaco ha dichiarato che si valuterà, per contratti concordati e transitori, di seguire l’esempio di Bologna, “città universitaria” per antonomasia.

I piccoli proprietari immobiliari associati all’Asppi guardano con attenzione al lavoro del Parlamento e delle Amministrazioni locali, ed in particolare tutto ciò che riguarda la casa, le manovre di bilancio e la normativa di riferimento. Sono ben noti i problemi che assillano la proprietà immobiliare ed in particolare i piccoli proprietari: il calo persistente del valore degli immobili, i bassi rendimenti e i rischi relativi all’affitto destinato a famiglie, a studenti, lavora- tori o alle attività commerciali.

Sul versante del fisco l’Asppi ritiene improrogabile mettere a regime l’aliquota del 10% per la cedolare secca destinata ai contratti a canone concordato ed estendere l’ambito di fruizione di tali contratti, con le relative agevolazioni, a tutti i Comuni italiani. Di notevole importanza è la cedolare secca per le locazioni commerciali: la norma del 2019 è eccessivamente limitata, ed escluderla del tutto rappresenterebbe un inaccettabile passo indietro. Semmai occorre rimodularla per renderla più efficace.

Gli affitti dei negozi oggi sono gravati da vincoli anacronistici e da una tassazione irragionevole. Vanno superati questi vincoli con regole più realistiche per rendere meno gravoso il ruolo dei locatori e di chi vuole affittare uno spazio commerciale.

Va evidenziato che l’Asppi valuta positivamente la riconferma delle detrazioni fiscali per spese di ristrutturazione, risparmio energetico, sicurezza sismica, acquisto mobili, a cui si aggiunge l’interessante provvedimento sulle facciate degli edifici. È essenziale consentire alla più ampia platea di proprietari l’accesso a queste opportunità. Per questo sarebbe importante che le norme relative alla “cessione del credito” e allo “sconto in fattura” siano utilizzabili da tutti gli investitori per tutte le tipologie di lavori. D’altro canto però esprime una valutazione critica sull’unificazione di IMU e TASI così come viene prospettata. Nel momento in cui si mette mano alla fiscalità immobiliare – che rimane per altro a livelli elevatissimi – è indispensabile aver presente che si è di fronte ad un problema sempre più drammatico: la tassazione è riferita ad un patrimonio immobiliare che in questi anni, e in misura sempre maggiore, è diventato di fatto inutilizzabile o ha perso ogni valore commerciale, diventando invendibile o non affittabile. Applicare una patrimoniale su immobili dai quali non è possibile trarre alcun reddito e con un valore patrimoniale infimo o nullo rappresenta una ingiustizia grave a cui è necessario porre rimedio.

Asppi con le altre organizzazioni della proprietà immobiliare è impegnata a sostenere il piccolo commercio, per un abbassamento degli affitti e quindi la convenienza ad “aprire”.

La chiusura dei negozi è un problema drammatico che riguarda tutta le città e non solo i centri storici. Spesso e soprattutto in “certe zone” non si riesce ad affittare e comunque le tasse vanno pagate. E quindi l’IMU ed altre imposte diventano balzello incomprensibile e inaccettabile, proprio perché insensato. Secondo Asppi i Comuni debbono fare la loro parte, soprattutto sul fronte dell’IMU, per quei locali che non si riesce ad affittare. Va definita una proposta, condivisa con altri soggetti del settore: Governo ed Amministrazioni, per una normativa che possa alleviare “sofferenze” che sono molto più gravi e diffuse di quello che potrebbe apparire.

Per quanto riguarda gli affitti agevolati per gli studenti si continua a fare “orecchie da mercante”. Per questo tipo di canoni è prevista un’aliquota IMU del 1,02%, addirittura di più di quella prevista per i contratti a canone concordato che è del 0,96%.

Si rammenta che per il 2019 alcune delle aliquote IMU a Ravenna sono le seguenti. IMU ordinaria: 1,06%; IMU alloggi assegnati da ACER: 0,50%; alloggi concessi in affitto: 1,02; alloggi concessi in affitto con contratto di tipo concordato: 0,96%; alloggi concessi con contratto transitorio: 1,02%, ben superiori ad alcuni esempi di città emiliano romagnole

Nei prossimi giorni sarà organizzata una raccolta firme – presso la sede Asppi di Ravenna e al mercato di via Sighinolfi – per la sottoscrizione di un documento dove chiediamo al Comune di Ravenna un impegno per rivedere l’aliquota IMU per chi affitta a studenti e un impegno a rinunciare ad una parte consistente di IMU per quei locali adibiti ad attività commerciali che non si riescono ad affittare.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *