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Ravenna

Le regole di residenza e ospitalità.

Spesso chi affitta è preoccupato di possibili ospitalità indesiderate nel proprio appartamento affittato. Nello specifico le cose funzionano così:

L’affittuario o conduttore che dir si voglia può soggiornare nella abitazione dove paga il canone con la sua famiglia. Chiaramente può ricevere amici, parenti e conoscenti e ospitarli anche per diversi giorni. Cosa diversa è quando questa ospitalità si trasforma in residenza vera e propria. In questo caso occorre prendere la residenza e questo non è possibile senza l’autorizzazione del proprietario che in ogni caso dovrà essere interpellato dall’anagrafe.

Nella “gestione” della residenza vi è l’aspetto problematico che ha indotto l’Asppi (Associazione Piccoli Proprietari Immobiliari) a chiedere chiarimenti all’Ufficio Anagrafe del Comune. Infatti vi può essere il caso di persone che richiedono la residenza in un immobile pur non avendone titolo. L’operatore dell’Anagrafe dovrebbe infatti richiedere i motivi della richiesta e poi mandare la Polizia Municipale a controllare. Se non avvengono questi controlli viene meno la natura dell’esclusività e congruità della residenza.

Altro preoccupazione dei proprietari è quella della mancata cancellazione della residenza da una abitazione in cui si era in affitto. Questi casi sono più frequenti, soprattutto quando l’inquilino che se ne va, magari facendo ritorno in patria, dimentica di comunicare all’anagrafe che non abita più lì.

E che dire di un inquilino, però non ancora tale, che alla firma del contratto per l’alloggio risulta già con la residenza in quello stesso alloggio? Pare che negli uffici dell’Anagrafe la residenza, verificato che in quell’alloggio non vi risiede nessuno, assegnino la residenza senza richiedere alcun titolo, come ad esempio l’atto di proprietà o un contratto di locazione.

Le precisazioni dell’Ufficio Anagrafe di Ravenna

Il DL 5/2012 recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo convertito in Legge n. 35/2012 introduce in materia anagrafica il cambio di residenza in tempo reale, quindi il cambio di indirizzo o l’iscrizione da altro comune o dall’estero seguono la seguente modalità:

* La persona interessata presenta una dichiarazione di residenza su apposito modello ministeriale

Tale dichiarazione può essere anche inviata via posta, fax o mail

La dichiarazione se completa dei dati essenziali e firmata con allegato copia del documento nel caso sia inviata deve essere accettata e la residenza decorre dalla data di presentazione

* Nei 45 giorni successivi all’iscrizione anagrafica si avvia una fase di verifica dei dati dichiarati se non vi sono anomalie la residenza viene confermata mediante silenzio assenso

* Se vengono riscontrate discordanze o anomalie viene invitato l’interessato, ai sensi della L 241/90, a fornire indicazioni in merito o a sanare tali anomalie; nel caso in cui vengono sanate viene confermata l’iscrizione, qualora invece non sia possibile

sanarle si procede ad annullare l’atto e automaticamente l’interessato viene ripristinato all’indirizzo precedente.

Il DL47/2014 art. 5 ha introdotto una ulteriore modifica al procedimento legato all’iscrizione anagrafica o al cambio di indirizzo. Il testo dell’art 5 è il seguente:

“Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge.”

Ne deriva pertanto che il titolo di occupazione diventa un requisito fondamentale per ottenere la residenza in particolare nella dichiarazione di residenza viene inserito uno spazio apposito dove viene richiesto di specificare il titolo di occupazione ovvero:

* Proprietà

* Contratto di locazione

* Comodato d’uso

* Usufrutto

* Ospitalità o altro

Viene richiesto inoltre di allegare idonea documentazione che viene poi verificata con Agenzia delle Entrate.

In caso di affitto o comodato d’uso non registrati o di ospitalità di vario genere viene richiesta apposita dichiarazione di autorizzazione firmata con allegata copia del documento del proprietario dell’immobile.

Si precisa inoltre che vengono considerati aventi titolo gli appartenenti al nucleo familiare dell’intestatario del contratto, pertanto anche gli amici che vengono inseriti nello stato di famiglia a seguito di dichiarazione di un legame affettivo anche se non vi è un legame di parentela vengono considerati aventi titolo.

Se il richiedente invece non appartiene al nucleo familiare dell’intestatario del contratto e non ha l’autorizzazione del proprietario non ha titolo di occupazione e la sua dichiarazione viene annullata per legge.

A seguito dell’introduzione dell’art 5 nella fase istruttoria ai sensi della legge 241/90 viene inviata al proprietario una lettera che lo informa del nominativo della persona o persone che hanno dichiarato la residenza presso il suo immobile e la data di decorrenza.

Abbiamo ritenuto utile inserire in tale comunicazione anche l’informazione relativa ad eventuali occupanti che ancora risultino residenti a quell’indirizzo in questo caso probabilmente tali persone non si sono iscritte ad altro indirizzo o in altro comune oppure sono emigrate all’estero senza darne comunicazione all’anagrafe.

In questo caso risulta utile una dichiarazione del proprietario che ci permette di sospendere la residenza di tali persone e avviare una procedura di verifica volta alla cancellazione per irreperibilità accertata; tale processo di verifica deve per legge durare oltre un anno e durante questo periodo non vi deve essere alcuna traccia di presenza sul territorio di tale persona.

La cancellazione è invece immediata nel momento in cui il precedente occupante si iscrive in altro indirizzo o comune.

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