Lun-Ven: 09:00 - 12:30 / 14:30 - 18:00

Mar-Ven pomeriggio chiuso

Iscriviti

Scopri i vantaggi

0544470102

Ravenna

Materia Colore e Composizione

Pubblichiamo volentieri una dissertazione presentata da una nostra consulente ad Indaco Festival nel mese di giugno. A lei il compito di approfondire il tema del colore in architettura, ma anche di metterlo in correlazione con altre costanti che spesso il semplice “costruire” trascura.

 MATERIA  COLORE  E  COMPOSIZIONE

Arch. Mara Bottoni

 

L’utilizzo del colore in Architettura può influenzare la fruizione della stessa e condiziona e trasmette diversi aspetti emozionali.

Le Corbusier, uno dei maestri del Movimento moderno, sosteneva che se gli edifici possiedono diverse combinazioni di colori allora raggiungono un alto grado di poeticità.

“L’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La Costruzione è per tener su: l’Architettura è per commuovere.”

A partire dall’eredità sull’integrazione di luci e cromia lasciata dal grande maestro, molti sono gli architetti che nel nostro secolo si sono dedicati al colore, rendendolo elemento identificativo dei propri progetti.

Sembrerebbe estremamente facile dare una definizione del colore e avere delle certezze, ma il colore è un campo minato poiché è un territorio privo di confini; basta pensare che quelle che vediamo sono solo un’infinitesima parte delle frequenze «cromatiche» che riempiono la nostra galassia. Potremmo dire di essere quasi ciechi perché ne vediamo pochissime (circa un centinaio per un occhio ben allenato) e ne usiamo ancora meno. Il colore di fatto non è solo una percezione o un materiale, o una frequenza luminosa, ma è cultura. Infatti ogni epoca ha potuto, o voluto vedere e impiegare solo alcuni colori per diverse motivazioni, accantonando l’infinità di variazioni di cui è costituito questo fenomeno visibile.

Molti architetti fanno largo uso del colore nelle loro opere e che pensano il progetto in termini cromatici contemporaneamente alla soluzione architettonica. Alcuni operano texturizzando le pareti e altri raccolgono la sfida attribuendo al colore un maggiore ruolo nella definizione degli spazi, sfruttandone appieno gli effetti che può trasmettere.

Quando parliamo di materia, la natura è la protagonista.

“Il nostro compito è interpretarla nella ricerca di equilibrio fra noi e il pianeta”, attraverso le textures, le tracce organiche e le irregolarità, riportate alla luce come esperimento estetico della natura, si rendono punto di partenza di ogni progetto.

Esistono diversi elementi che costituiscono la scrittura architettonica.

Il primo è la luce. L’architetto scrive gli spazi attraverso la luce che letteralmente li crea.  La luce è materia e materiale: niente, nessuna architettura è possibile senza luce.

Esistono diversi tipi di luce:

-a seconda della direzione (orizzontale, verticale, diagonale);

– in base alla qualità (solida/diffusa);

– esterna/interna – naturale/artificiale – diretta/indiretta.

Si introduce così il concetto di trasparenza che nasce dalla relazione tra la luce e la materia di cui è costituito un oggetto e non può esistere senza interazioni tra i due sistemi.

Da sempre l’idea di trasparenza si associa a quella di leggerezza, come l’opacità si coniuga con l’idea di pesantezza, tanto che, in molti casi, non si definisce neppure il materiale di cui è composto l’elemento leggero o pesante. Spesso infatti si descrive un elemento trasparente come qualcosa che alleggerisce la massa di un muro opaco, tanto che si impiegano in maniera indistinta e imprecisa i termini di superficie trasparente, vetrata, di cristallo, leggera.

Tra i materiali che la natura ci offre, l’acqua da sempre è strettamente correlata all’uomo, guidandone le scelte nei processi insediativi e produttivi, le attività di modifica del paesaggio e dell’ambiente. L’acqua ha assunto svariati significati simbolici, stimolando le diverse espressioni artistiche, da quella letteraria a quella pittorica, da quella scultorea a quella architettonica. Il rapporto tra l’acqua e l’architettura si è da sempre caratterizzato con molte forme, funzioni, sistemi, talvolta con fallimenti e altre volte con successi.

Per molti, l’acqua, non è solo un elemento, ma una vera e propria passione. Lo sanno bene i nuotatori, che hanno fatto dell’acqua la loro seconda casa, chi utilizza l’acqua come terapia e chi, pur non praticando sport o non avendo particolari esigenze, ama circondarsi di acqua, perché comunica tranquillità e pace.

Legante tra materia e composizione è il colore, difficile definirlo, poiché è un territorio privo di confini; basta pensare che quelle che vediamo sono solo un’infinitesima parte delle frequenze «cromatiche» che riempiono la nostra galassia.

Potremmo dire di essere quasi ciechi perché ne vediamo pochissime (circa un centinaio per un occhio ben allenato) e ne usiamo ancora meno. Il colore non è solo una percezione o un materiale, oppure una frequenza luminosa.

In architettura il colore rappresenta le superfici, le configura e le condiziona. Non vi è forma che eviti di essere interessata dal condizionamento cromatico, con buona pace dell’idea che l’architettura dovrebbe essere in prevalenza un’organizzazione di volumi.

Tutto ciò che è celato alla vista, però, costituisce il motivo della presenza di un limine superficiale che ci fornisce il motivo della presenza di ciò che sottende il rivestimento cromatico.

Sotto il colore, quindi, vi è sempre qualcosa che fornisce il pretesto al colore stesso di esistere; e come uno scrittore si sceglie i suoi lettori, così chi usa il colore con sapienza, trasmette messaggi che sono indirizzati a soggetti diversi, capaci di percepire l’intimo.

Il colore in architettura contribuisce ad una maggiore comprensione del mondo costruito che ci circonda, essendo fortemente legato al contesto in cui si inserisce e alle sue peculiarità fisiche, paesaggistiche e climatiche.

L’approccio progettuale più consapevole all’uso del colore e della materia, fa della componente cromatica e materica un elemento importante del linguaggio compositivo architettonico: i colori, la materia e le superfici, la loro composizione e trattamento superficiale contribuiscono in modo profondo a definire l’identità degli spazi ed edifici progettati.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *