L’articolo 11 della manovra estiva, prevede un nuovo “piano casa”. Sarà finanziato da fondi immobiliari ad hoc, della vendita di alloggi ERP ai legittimi assegnatari e da fondi pubblici/privati per la prima casa.
Ci sarà più proprietà a scapito di affitto. Questo penalizzerà la mobilità dei lavoratori, vero ossigeno per l’economia. Sono previsti incentivi edificatori per i costruttori che si faranno carico dei costi per i servizi comuni.
Dal 2009 verranno costruiti 20mila nuovi alloggi per social houses. Ingloberanno i 12mila per l’emergenza sfratti del piano precedente. La disponibilità di alloggi, già elevata, aumenterà ancora.
Le nuove case saranno a basso consumo d’energia. Servirà una delibera del Cipe, organo per la gestione centralizzata dei fondi per gli investimenti pubblici. Si sgonfia il peso operativo di Regioni e Comuni, nonostante le loro prerogative costituzionali in materia abitativa.
I beneficiari dei nuovi immobili saranno: 1) i nuclei familiari a basso reddito, anche monoparentali o monoreddito; 2) giovani coppie a basso reddito; 3) anziani in condizioni sociali ed economiche svantaggiate; 4) studenti fuori sede; 5) inquilini sotto sfratto; 6) immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale di cui cinque anni nella medesima regione.
Giorgio Ravaioli |