Il Governo ha fretta di approvare il federalismo fiscale. Vuole arrivarci entro fine anno. Si vuole un’ art. 119 della Costituzione, più favorevole alle autonomie locali.
Lo Stato incasserà meno tributi, ma regolerà i trasferimenti alle Autonomie in base ai costi standard dei servizi, e non a quelli storici. Maggiore sobrietà ed equità sono principi condivisibili. Speriamo anche che la riforma alleggerisca il carico fiscale sugl’immobili puntando di più sui servizi utilizzati.
Il progetto vuole uno Stato più leggero e causerà profondi cambiamenti organizzativi sia nel pubblico, sia nel privato. Le politiche fiscali richiederanno un maggiore impegno diretto di Regioni, Province e Comuni.
Lavoro nuovo anche per ASPPI, che dovrà rivedere gli attrezzi del mestiere per sedere ai tavoli dove si formeranno le politiche della fiscalità locale. Cresceranno l’autonomia degli enti locali, equità e trasparenza dei processi di spesa.
Al momento sul progetto c’è il via libera delle regioni e dei comuni, anche se resta alta l’attenzione sull’iter di approvazione del provvedimento. Regioni e Comuni vogliono maggiori certezze nella distribuzione delle risorse. Specie dopo l’allarme derivato dai fondi salva deficit, concessi ai comuni di Roma: 500 milioni, e Catania: 150 milioni. (Giorgio Ravaioli) |