Secondo Nomisma i mutui casa, in Italia, sono in picchiata. Il 30% viene rinegoziato. Nel 2008 i finanziamenti avranno un calo del 25% rispetto il 2007. Come conseguenza, nell’ultimo anno, sono calate del 15% anche le compravendite. In ogni giorno lavorativo del 2008 si vendono 500 case in meno.
Cala la pressione sul territorio. L’aumento dei tassi d’interesse, hanno fatto crescere il numero delle famiglie che non sostengono più il peso del mutuo. C’è una minore liquidità in famiglia causata dall’inflazione, dalle tariffe pubbliche crescenti e dai trasporti.
Si calcola che, in Italia, le sofferenze da mutuo casa siano pari a 7 miliardi di euro. Per incoraggiare le famiglie all’acquisto basterebbe rivedere Euribor: il tasso di riferimento dei mutui a tasso variabile. Dopo la crisi finanziaria le banche sono più prudenti nel concedere prestiti.
Del resto - in caso d’insolvenza - occorrono 6 anni di cause civili per rientrare in possesso degl’immobili. Per questo le banche hanno rispolverato vecchie regole di prudenza:
1) la rata mensile non può superare un terzo del reddito familiare; 2) c’è più attenzione al rapporto tra importo richiesto e valore dell’immobile; 3) sono evitati i finanziamenti a lunga durata. (Giorgio Ravaioli) |