La Regione Emilia-Romagna intende affrontare il “Piano casa” con una propria legge regionale per regolamentare il miglioramento della qualità architettonica e/o energetica degli edifici. La Regione prevede anche interventi straordinari di demolizione e ricostruzione che puntano a riqualificare il tessuto urbano.
Si vuole porre in primo piano il tema della sostenibilità ambientale degli interventi edilizi, evitando un “piano casa” fonte di degrado edilizio e di potenziali danni verso terzi. I temi della difesa e valorizzazione del territorio e del paesaggio sono molto sentiti in regione. Il passaggio in aula della proposta di legge regionale è previsto per fine giugno. Intanto se ne sta occupando la Commissione “Territorio Ambiente Mobilità”.
La Regione non è rimasta al palo, è consapevole dei propri poteri in materia edilizia. Come altre regioni si è mossa senza attendere il decreto legge governativo. Ha deciso di intraprendere la propria strada per migliorare il territorio, piuttosto che farsi prendere da ansie cementificatorie. La proposta di legge regionale, anziché sugli ampliamenti (a prescindere), pone l’accento sui temi dell’efficienza energetica, della tutela dei centri storici e sui vincoli paesaggistici.
Un percorso delicato. Attento agli accessi edificatori già registratisi anche in casa nostra. Un “piano per l’affitto”, piuttosto che nuove costruzioni, sembrerebbe decisamente più convincente. Giorgio Ravaioli
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