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DOCUMENTO POLITICO SINDACALE VII CONGRESSO ASPPI RAVENNA

(Approvato dalla direzione del 28 settembre 2009)

 

1. PREMESSA - L’assemblea Nazionale di Treviso del 26 – 27 giugno ha deliberato lo svolgimento del VII Congresso dell’ASPPI a Modena nei giorni 13 – 14 – 15 Novembre 2009, stabilendo i tempi entro i quali devono aver luogo i congressi nei diversi territori.

Svolgendo il congresso il giorno 27 .10.09 la zona di Ravenna adempie al suo mandato. Quello dell’ASPPI di Faenza e Lugo ci sarà il …………………., mentre il nuovo provinciale verrà costituito il . Per quanto ci riguarda, crediamo si possa affermare che l’attività svolta dall’ASPPI di Ravenna nel quadriennio 2005 – 2009 sia stata complessivamente positiva. Sono state realizzate iniziative significative sia rivolte a migliorare l’efficienza organizzativa dell’associazione, sia a comunicare le nostre politiche verso l’esterno.

Ricordiamo in particolare:
1) la conferenza del novembre 2007 su Finanziaria 2008 e il risparmio energetico;
2) il contributo offerto per lo svolgimento della conferenza organizzativa regionale, svoltasi a Marina di Ravenna nel febbraio 2008;
3) esito positivo della consultazione elettorale per il rinnovo del CdA del Consorzio di Bonifica della Romagna Centrale ed il ruolo svolto dai nostri rappresentanti in quella sede;
4)la conduzione dell’iniziativa per il rinnovo dell’accordo territoriale sugli affitti concordati;
5) la presenza dell’Asppi sulle pagine dei media della nostra provincia.
6) bilanci economici annuali sempre in positivo.

Dal 2005 al 2008 il numero dei soci è passato da 1559 a 1682, con un picco di 1707 nel 2007. Questo andamento dei contratti merita un approfondimento. In questi ultimi anni l’andamento del mercato edilizio e soprattutto di quello finanziario (in tema di rilascio dei mutui), ha subito sconquassi notevoli che si sono riverberati anche sull’andamento del mercato locatizio.

Durante questo quadriennio è stata razionalizzata la struttura operativa e migliorate produttività e “accessibilità” ai servizi. E’ inoltre aumentato il numero di volontari che, con ruoli diversi, hanno lavorato per l’associazione.

 
2. LA SITUAZIONE ABITATIVA - La casa ha un peso centrale nel determinare le condizioni reali delle economie famigliari. Per l’Europa la mancanza di una casa adeguata per ciascuna famiglia, evidenzia una condizione di esclusione sociale. Condizione che da noi permane per le fasce sociali più deboli della popolazione.

Anche a Ravenna per tante famiglie c’è ancora una difficoltà oggettiva per accedere al possesso di un alloggio . L’acuirsi della crisi e la “messa in mobilità” di lavoratori con la precarietà dei salari, accentua il fenomeno della morosità. Questi sfratti,di converso, sono diventati il maggior problema per la proprietà immobiliare. Nel periodo 1987 – 2007, nella provincia di Ravenna si è passati da 128 a 365 provvedimenti esecutivi per morosità. Con un incremento di oltre il 185%. Di contro nel capoluogo (per “ORSA”) nel periodo 2006 – 2007, le esecuzioni per morosità sono calate da 123 a 34 per poi risalire.

La politica dei mutui praticata dalle banche negli anni scorsi ha fatto diminuire le famiglie che scelgono di vivere in affitto. Oggi, in Italia, quelle che vivono in affitto assommano a 4,180 milioni e la situazione è in movimento.

Oggi riscontriamo un’alta disponibilità di alloggi vuoti. Mancano adeguate politiche per l’affitto. La proprietà immobiliare, preferisce destinare i propri alloggi vuoti alla vendita.

Infatti nonostante gli impegni assunti dal Governo con la legge n.9, del 8/02/2007 per “Interventi di riduzione del disagio abitativo a favore delle categorie deboli”, le politiche per l’abitare continuano a soffrire un grave ritardo.
Non solo. Il PIANO CASA voluto dal Governo è apparso più mirato a nuove edificazioni piuttosto che strumento di valorizzazione del patrimonio esistente, già sovrabbondante.

In Italia il rapporto abitazioni/famiglie è di 1,2. Le abitazioni sono 28,3 milioni contro 22,8 milioni di famiglie. Nella nostra provincia le proporzioni non cambiano anche se come sappiamo il dato deve tenere conto delle seconde case a destinazione turistica.

Oggi la domanda di alloggi per l’affitto proviene dai soggetti più deboli (studenti, migranti, giovani coppie, famiglie monoreddito con figli in età scolare, lavoratori precari), che nell’ultimo decennio non sono riusciti a trarre vantaggi dal trend favorevole dell’economia e dai mutui casa a buon mercato.

A questi si aggiungono i lavoratori soggetti alla dinamica produttiva moderna. Questa richiede una maggiore mobilità territoriale delle famiglie, con permanenze più brevi negli stessi luoghi di residenza. Si tratta perciò di riconsiderare il problema casa con un’ottica diversa rispetto al passato. Il tavolo di concertazione sulle politiche abitative previsto dall’art. 4 L.. 9/2007, nell’ottobre 2007, definì valide linee guida rimaste, a tutt’oggi, lettera morta .

L’attuale offerta di alloggi privati - causa l’aggravarsi della crisi economica – finisce per deprimere i canoni a fronte peraltro di una domanda non sempre qualificata.
Importante resta quindi il ruolo del sistema regionale e delle autonomie locali, che deve essere sostenuto da nuovi strumenti e risorse.

Con la crisi del credito di fine 2008 si è esaurita la spinta alla casa in proprietà. Dopo lo scoppio della crisi il problema casa non è più quindi una questione marginale, ma sociale e impegnativa per tutti. In primis per la Pubblicha Amministrazione. Il paese continua ad avere bisogno di un elevato stock di abitazioni, di tipo sociale, a canoni accessibili.

Di contro s’intravede una volontà tesa a smantellare il patrimonio abitativo pubblico quale risposta principale ignorando il ricorso a politiche che mirino a valorizzare il patrimonio esistente. Manca sopratutto una politica per l’affitto che incentivi la piccola proprietà immobiliare, a mettere alloggi sul mercato della locazione.
 
2.1 ALLOGGI A CANONE CALMIERATO - In Italia il patrimonio di edilizia residenziale pubblica pesa per il 6% sull’intero patrimonio abitativo.
Negli altri paesi europei la “tensione abitativa” è minore che in Italia. C’è quindi chi ha operato con lungimiranza. Sono stati realizzati interventi di housing sociale con elevati stock di immobili destinati all’affitto a canone moderato. In questo modo, in Europa, si sono contrastate le tensioni abitative.

Da noi Regioni e Comuni sostengono politiche d’integrazione della popolazione immigrata. Nel Comune di Ravenna la popolazione straniera, a fine 2008, era pari a 13.420 unità. Cresce perciò, anche da noi, la domanda di alloggi posta da questo target di conduttori.

In sintesi, la risposta ad una domanda fortissima di alloggi di edilizia residenziale pubblica non può che avere tempi lunghi, se non si ricorre ad una concertazione con il privato. Occorrono specifici finanziamenti pubblici accompagnati da strumenti urbanistici, di agile attuazione, che favoriscano accordi tra Comuni e imprese e la realizzazione di alloggi da destinare all’affitto agevolato.
 
2.2 PIANO CASA – Il piano casa governativo è stato mitigato dall’intervento delle Regioni. Più che un piano casa pareva un decreto per l’edilizia. Non c’era e non c’è bisogno di un nuovo decennio di cementificazione del territorio.
Meglio sarebbe stato un Piano Casa (a) favorevole a detrazioni fiscali per chi sceglie di vivere in affitto; (b) che avesse alleggerito il prelievo fiscale sulla casa con la cedolare secca; (c) che avesse incentivato l’ingresso di altri alloggi nel mercato degli affitti attingendo dal patrimonio abitativo privato già esistente.

Ci aspettiamo che il Piano casa, approvato dalla nostra Regione, sia in grado di favorire:

1) l’approvazione di un serio programma di edilizia sociale;
2) la riqualificazione delle città, dei quartieri e delle periferie;
3) la riduzione degli adempimenti normativi e fiscali per la casa;
4) nuove politiche per l’affitto in ambito privato;
5) la valorizzazione del patrimonio abitativo;
6) il sostegno della proprietà immobiliare nell’affrontare i processi di riqualificazione energetica e messa in sicurezza degli immobili;

Ad ogni buon conto la legge adottata dalla Regione Emilia Romagna, prevede una serie di opzioni che favoriscono, nel rispetto dei diritti di terzi e della qualità urbana, le esigenze di adeguamento abitativo delle famiglie.
 

2.3 RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA – La finanziaria 2009 ha confermato le agevolazioni fiscali IRPEF a favore degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (55%). Inoltre per l’intero 2011 è stata prorogata l’applicazione dell’IVA al 10% sulle opere di recupero edilizio, realizzate su fabbricati a prevalente uso residenziale(36%). Queste sono misure richieste - con vigore - da ASPPI per garantire la buona conservazione del patrimonio edilizio.

 
2.4 AGENZIE PER L’AFFITTO – In Emilia Romagna per iniziativa degli Enti locali sono state avviate alcune significative esperienze di Agenzie per l’affitto. Le Agenzie, se ben governate, possono diventare strumenti importanti per il rilancio del mercato degli affitti. Nel nostro territorio il Comune di Cervia si è già attivato. Le Agenzie per l’Affitto hanno il fine di favorire l’incontro tra domanda e offerta di alloggi a canone concordato. Possono operare la promozione di contratti a canone calmierato, in un quadro di garanzie reciproche che coinvolga direttamente le organizzazioni sindacali dei proprietari e degli inquilini.
 
3. RIFORMARE LA LEGGE 431 - La legge 431/98, ha avuto il grande merito di introdurre il doppio regime,sia quello dei canoni concordati che quello dei canoni liberi, dando così ossigeno al mercato dell’affitto. Positivo è poi stato il sostegno finanziario, previsto dalla legge, alle famiglie in difficoltà.
Dopo 10 anni dai primi accordi, l’incidenza dei contratti concordati sul totale varia dal 15 al 25%. Per ORSA in provincia di Ravenna, nel 2005, si sono registrati 9.141 contratti di locazione di cui 1137 agevolati (12,44%). In regione il numero di contratti agevolati risulta più alto nelle città dove l’ASPPI è più radicata: Bo – Mo - Ra – Fe. Per l’Agenzia delle Entrate, a Ravenna dal 2004 al 2006, pur in presenza di un calo dei contratti pari al 30% i concordati sono cresciuti del 33,84%. Sempre l’Agenzia riferisce che i 3+2 sono il 30% sul totale. Un’analisi più accurata di questi dati dell’Agenzia potrà certamente esserci utile. Al momento possiamo dire che questi dati confermano quanto scaturisce dall’attività della nostra associazione.

La legge sugli affitti si è quindi rivelata una riforma a metà. Occorre correggerla, in tempi rapidi, con l’adozione dei seguenti provvedimenti:

• aumentare i benefici fiscali per i contratti stipulati in base agli accordi territoriali ed estenderli a tutto il territorio nazionale. Tali azioni darebbero vita ad una calmierazione del mercato delle locazioni abitative;

• favorire i contratti concordati attraverso la detassazione degli immobili affittati a condizioni agevolate, prevedendo la totale esenzione dell’ICI e la deduzione fiscale dei canoni;

• Far funzionare meglio su tutto il territorio nazionale gli Osservatori per le politiche abitative. Una politica nazionale della casa, ha necessità di conoscere i fenomeni abitativi in atto e gli effetti prodotti da norme e dai programmi d’intervento.

Sulla riforma della legge 431 è aperto un confronto fra le organizzazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini. I sindacati degli inquilini hanno promosso iniziative che, insieme a rivendicazioni a sostegno del diritto alla casa, chiedono una revisione della legge con l’abolizione del canone libero, che non possiamo condividere.
Questa prospettiva mette in discussione l’intero impianto della legge e reintroduce il canone unico (cosi detto equo canone) che contraddice le più elementari regole del mercato e apre a nuove forme di speculazione ed evasione fiscale.

Occorre inoltre agire con il fondo per l’affitto. Questo venne istituito con l’art. 11 della stessa legge 431. L’effettivo finanziamento del fondo, dal 2000 al 2007, è calato del 52%, scendendo da 440 a 212 milioni di euro. Nel contempo le domande di aiuto sono aumentate del 148%.
Solo nel Comune di Ravenna nel 2007 sono state presentate 1.392 domande di contributo per l’affitto, con un incremento rispetto al 2000 del 100%.
 
3.1 ACCORDI TERRITORIALI A RAVENNA - A partire da fine 2008 ASPPI di Ravenna si è fatta promotrice del rinnovo dell’accordo territoriale, appena scaduto. La nuova intesa tiene conto dei cambiamenti del mercato. L’accordo è frutto di un paziente lavoro di elaborazione e confronto con le altre associazioni e i Comuni, che ci ha visti molto impegnati. Ha permesso di riformato l’impianto del precedente accordo con miglioramenti economici per i locatori. L’attuale intesa risulta più chiara, trasparente e meglio manutenibile nel tempo. Inoltre è stato introdotto il principio di equità fiscale. I Comuni ad alta densità abitativa sono impegnati ad effettuare controlli a campione sui contratti concordati al fine di combattere gli abusi ed i falsi. Sarà sufficiente un visto congiunto di un’associazione della proprietà e una degli inquilini.
Nel Comune di Ravenna l’accordo ha riordinato le microzone riconoscendo la riqualificazione urbana avvenuta - nel decennio trascorso - nella città e nelle frazioni.
 
4. IL GOVERNO DEL TERRITORIO – Asppi riconosce grande importanza alle politiche urbanistiche quale mezzo per difendere il valore degli investimenti effettuati specie dalla piccola proprietà. Come ASPPI di Ravenna abbiamo dato il nostro contributo di proposta durante la discussione del PSC, RUE e piano del traffico, con specifico riferimento ai temi:

1) della riqualificazione urbana e all’innovazione progettuale;
2) del recupero urbano della Darsena di città;
3) della definizione di un sistema di incentivi a favore del contenimento energetico degli edifici;
2) della definizione di regole certe;
5) del governo della viabilità urbana ed extra urbana;
6) della valorizzazione delle frazioni del forese;
7) dell’attenzione all’ambiente e al mondo rurale - agricolo;
8) della partecipazione alle decisioni;
9) del risparmio energetico ed edilizia ecocompatibile;

Anche la “sicurezza urbana” rappresenta un tema di nostro interesse. Questa va salvaguardata con più strumenti: 1) le forze dell’ordine; 2) politiche coraggiose degli Enti locali in campo urbanistico e sociale; 3) iniziative solidaristiche come il “controllo di vicinato”.

Qualità edilizia e valore degli immobili sono determinate anche dell’entrata in vigore della certificazione energetica, voluta dalla Regione. Dal 1 di luglio 2009 le compravendite degli immobili (e fra un anno anche per i contratti di locazione), saranno valutate in base al risparmio energetico: calore e/o rinfrescamento.
 
5. EQUITÀ FISCALE – L’alleggerimento dell’imposizione tributaria sulla casa resta il problema dirimente di ogni politica abitativa. L’eliminazione dell’ICI sulla prima casa, ha fatto si che i comuni incrementassero l’imposta sulle seconde case. All’ICI si aggiungono le imposta di registro, le tasse e altri balzelli che dobbiamo sostenere tutte le volte che agiamo per mantenere in valore l’immobile. Pensiamo alla rimozione delle macerie nei cantieri la cui gabella è stata imposta anche al committente oltre che all’impresa. Come se l’impresa la pagasse di tasca propria.
Il mercato delle locazioni è soffocato inoltre dagli alti costi di gestione e di manutenzione degli immobili.

Alcuni dati - Mediamente ogni famiglia deve pagare circa 600 euro/anno per costi di manutenzione ordinaria degli immobili. La spesa annua complessiva delle famiglie italiane, per la sola manutenzione ordinaria, è di 5 miliardi di euro. Per la manutenzione straordinaria mediamente invece si spendono 35 / 40 miliardi/anno di euro. Ciò corrisponde ad oltre il 51 % del totale di investimenti in abitazioni.
Con questo livello di tassazione, spesso senza senso, l’economia nazionale non si rimetterà mai in moto!

Le richieste dell’Asppi quindi non possono che partire da qui :

- trasformazione dell’ICI, che oggi pesa per 40 miliardi di euro, in una moderna tassa sui servizi.
- azzeramento dell’ICI per i contratti concordati
- Imposizione separata per i canoni locatizi (20%) con abbattimento dell’imponibile in modo da tenere conto delle spese di manutenzione
- Incentivi fiscali per chi affitta a canone concordato (sia per l’inquilino che per la proprietà)
- Creazione di un fondo per l’affitto a garanzia dell’inquilino e della proprietà
- Eliminazione dell’imposta di registro
- Passaggio nella metodologia di revisione delle caldaie dal dato meramente cronologico a quello riferito ai consumi
 
6. SVILUPPO DELL’ASPPI DI RAVENNA - Asppi è un’associazione di rappresentanza degli interessi economico–sindacali della proprietà immobiliare. Un ruolo che si è storicamente consolidato sostenendo la liberalizzazione del mercato delle locazioni e un’equa politica fiscale sulla casa.

Oggi, a fronte di una crisi generale di rappresentanza politico-sindacale, questo modello non appare più sufficiente ad affrontare con successo le nuove impegnative sfide di una società in rapida trasformazione. Bisogna quindi ripensare l’azione politico - sindacale e ai modi e le forme di erogazione dei servizi ai soci.

A Ravenna, Asppi ha ristrutturato la propria capacità organizzativa.

Per fare un salto di qualità però è necessario :
-rafforzare le collaborazioni con le altre associazioni della proprietà e trovare forme di intesa su interessi comuni anche con le organizzazioni dell’inquilinato

-una maggiore diversificazione dei servizi. Si tratta di allargare, in modo più deciso, il campo delle attività e se necessario dotarsi di maggiori spazi operativi.

Occorre inoltre ricercare modi e forme per una maggiore incisività e visibilità dell’associazione nei comuni di Cervia e Russi. Nel contempo occorre ottimizzare la capacità organizzativa in termini di tecnologia impiegata, perseguendo un maggiore equilibrio tra costi e benefici.
 
7. LA DIMENSIONE REGIONALE - Il congresso di Genova stabilì di potenziare i livelli regionali e territoriali, assegnando ad essi nuovi ruoli e nuove funzioni di rappresentanza. Questa prospettiva è stata poi riconfermata nelle assisi successive. Tuttavia su questo riscontriamo gravi ritardi che contraddicono l’effettivo decentramento di competenze avvenuto, in tema di politiche abitative, dallo Stato alle regioni e da queste agli enti locali.

L’organizzazione dell’Asppi, pur mantenendo una configurazione agile della dimensione Nazionale, deve prepararsi a poggiare sulle sedi territoriali secondo un modello organizzativo che riconosca ruolo alla dimensione regionale. Quest’ultima anche dopo la legge sul federalismo (appena approvata), è destinata a diventare interlocutore vero delle Istituzioni che incidono concretamente sulle politiche del territorio, energetiche, abitative, fiscali e catastali. Inoltre rafforzare l’organizzazione regionale significa favorire la crescita e lo sviluppo di servizi - in rete tra loro - più idonei al singolo territorio.
Tutto ciò postula l’affidamento di un ruolo più forte al livello provinciale, quale primo interlocutore politico dei livelli superiori e coordinatore delle sedi territoriali.
 
8. LE POLITICHE DEI SERVIZI - I servizi erogati dalle ASPPI sono uno strumento fondamentale per lo sviluppo dell’associazione.
Ciò pone il problema del pieno coinvolgimento del personale nelle politiche di sviluppo come del resto gli stessi servizi richiedono una costante verifica di efficienza e qualità in rapporto alle attese degli associati.

Ci siamo attrezzati anche di strumenti e tecnologie: 1) software gestionale; 2) invio telematico dei contratti all’Agenzia delle entrate; 3) Home Banking per le normali transazioni bancarie; 4) nuova rete dati della sede; 5) centralino con più linee ; 6) front office al piano terra; 7) sito web e posta elettronica aziendale.

A Ravenna operiamo nel campo dei servizi alla locazione, consulenze legali, tecniche e fiscali. Abbiamo aderito al progetto ASPPI CAF, ottenendo il gradimento della base sociale come testimoniato dal forte incremento e dal successo dell’ufficio CAF.

La gamma dei nostri servizi può essere ampliata. Abbiamo fatto esperienze nel settore dell’amministrazione dei condomini, ma occorre fare molto di più.

Potenziare la capacità di erogazione di servizi di qualità permette di fidelizzare l’associato anche su aspetti innovativi quali quelli legati: alla sfera del consumo; alla qualità dell’abitare; ai gruppi di acquisto (elettricità,gas,ecc.) , alla gestione collettiva delle manutenzioni 5) al lavoro domestico;…...
In questo ambito si tratterà di fare le prime esperienze.

La prospettiva che ci poniamo è quella di operare in un sistema Asppi di servizi dove ogni associazione territoriale è collegata a centri di servizio nazionali e regionali.
 
9. CONCLUSIONI - Rilanciare la politica abitativa, migliorare gli assetti organizzativi, migliorare il sistema dei servizi. Questi obbiettivi hanno bisogno di una visione politica chiara sul ruolo di rappresentanza della nostra associazione. I piccoli proprietari sono risparmiatori – consumatori - utenti che vogliono difendere i loro investimenti nella legalità. L’Asppi deve rappresentare con rinnovato impegno questi interessi in continua trasformazione stimolando allo stesso tempo il senso dell’appartenenza dell’associato.

Ravenna, 28 Settembre 2009
 
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