Lun-Ven: 09:00 - 12:30 / 14:30 - 18:00

Mar-Ven pomeriggio chiuso

Iscriviti

Scopri i vantaggi

0544470102

Ravenna

COME SI DETERMINA IL REDDITO PER IL B&B OCCASIONALE

Ai sensi dell’art. 85 DPR 91 7/86 i redditi diversi “sono determinati come differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese specificatamente inerenti alla loro produzione”

La tassazione avviene in base al principio di cassa; devono essere dichiarati i soli proventi effettivamente percepiti.

In pratica sarà opportuno che il gestore del B&B custodisca accuratamente e per ogni esercizio d’imposta tutte le ricevute emesse (che costituiranno i ricavi) e tutti i documenti di costo (spese specificatamente inerenti opportunamente documentate).

La differenza tra queste due voci costituirà il reddito imponibile da tassare nel Quadro RL14 dell’unico o nel mod 730.

Ma cosa significa costo inerente e documentato?

Se effettuiamo ad esempio un acquisto al supermercato comprendente saponi, carta igienica, marmellate, latte e cornetti da usare per il cliente del B&B, il fisco presumerà che tale acquisto sia effettuato sia per uso personale (la nostra colazione) sia per i clienti del B&B (la colazione del cliente) e pertanto siamo ovviamente in presenza di un costo che andrà a diminuire il reddito conseguito del B&B. E’ sicuramente un costo inerente ma se conserviamo lo scontrino fiscale per dedurlo non è sufficiente

L’inerenza del costo va provata, se è inerente in parte va dedotto in parte”.

Al fisco infatti occorrono elementi certi e univoci per determinare che quel costo è effettivamente stato sostenuto per il vostro B&B. Quindi è opportuno che il costo sostenuto sia anche documentato e per farlo dovrete farvi emettere una fattura. Non è necessario disporre di una partita iva per avere una fattura, è infatti possibile registrarsi presso il supermercato (o in qualsiasi altra azienda come ad esempio lkea, Leroy Marin etc) con i propri dati e il codice fiscale. La fattura emessa a vostro nome e integrata dal codice fiscale è elemento sufficiente a garantire al fisco il costo sostenuto nell’ambito dell’attività di B&B purché sia anche inerente. Appare evidente infatti che, se ci si fa emettere fattura ad esemplo per una messa in piega o per l’acquisto di carne e pasta, seppur in presenza di fattura il costo non sarà detraibile perché non inerente alla specifica attività

Questi sono a titolo esemplificativo alcuni costi da considerarsi inerenti:

  • Spese sostenute per acquisto cibi e bevande preconfezionate; (per la sola colazione)
  • Acquisto di prodotti per la pulizia e la manutenzione delle camere e dei bagni;
  • Servizio di lavanderia, acquisti di biancheria;
  • mobili e oggetti di arredamento o per abbellimento;
  • Consumi energetici (telefono, riscaldamento, acqua, luce) con calcolo pro-quota su base millesimale e proporzione sul tempo di occupazione degli ospiti. (Esempio: costi energetici annui € 2.000, superficie destinata all’ospitalità 50%, camere n 3, occupate mediamente 80 g/anno: 2000 x 50%= 1000 €; 1000€/365*80=219,17 costo deducibile)

E’ buona norma dotarsi di un registro sul quale indicare periodicamente gli incassi e i costi, sebbene non obbligatorio da nessuna norma aiuterà voi e anche gli eventuali accertatori ad avere una panoramica chiara e  trasparente di quanto avete incassato e pagato ed eviterà spiacevoli malintesi con il fisco.

Se la vostra attività dovesse perdere la caratteristica di occasionalità sarà opportuno procedere all’apertura di una partita iva per gestire il tutto in maniera imprenditoriale. L’attività quindi sarà inquadrata ai fini fiscali come una vera e propria impresa e il relativo reddito sarà gestito con le norme civili e fiscali del reddito d’impresa.

Ma come faccio a rendermi conto se l’attività non è più da considerarsi occasionale

Non esiste una regola specifica ed uguale per tutti, questo elemento varia per tipologia di attività e gestione effettuata. L’incasso annuale sarà comunque un valido indicatore perché se è vero che un incasso di 5.000,00€ annui ad esempio configura di sicuro un’attività occasionale con un incasso di 40.000,00€ annui siamo di sicuro in presenza di un’attività continua che deve essere regolarizzata ai fini Iva.

Oltre all’incasso però esistono degli indicatori ben precisi che per il fisco costituiscono probabili indizi dell’esercizio dell’attività di impresa. Questi elementi sono inseriti in una risoluzione ministeriale, la n. 155/E-158584 che recita espressamente “… nell’eventualità in cui l’attività venisse svolta in modo sistematico e con carattere di stabilità, evidenziando una certa organizzazione di mezzi, la medesima si qualificherebbe in termini abituali e quindi professionali…”.

Al verificarsi di questi elementi sarà obbligatorio aprire la partita Iva, il che comporterà anche aprire una PEC (posta elettronica certificata) per i rapporti con le istituzioni, iscriversi al Registro Imprese tenuto dalla Camera di Commercio e all’INPS per il pagamento dei contributi obbligatori dei commercianti ai fondi pensionistici.

Comments are closed.